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Chiavi per un trasferimento positivo: ICSI Nella voragine di termini, nomi e tecniche che accompagnano qualsiasi processo di maternità surrogata o di trattamento dell’ infertilità capita spesso di sentirsi spaesati di fronte a concetti del tutto sconosciuti: PGD, PGS, ICSI, FIV… Probabilmente in pochi sanno di cosa stiamo parlando e per questo volevamo spiegarvi che cosa significano e a cosa servono. Oggi chiariamo cos’è l’ICSI, acronimo di Fecondazione in Vitro con Iniezione di spermatozoi Intracitoplasmica.

Cos’è l’ICSI

Si tratta di una tecnica che viene applicata per fecondare l’ovulo mediante la microiniezione di uno spermatozoo all’interno della cellula. Viene utilizzata nei casi d’infertilità maschile, quando si seleziona il migliore spermatozoo e si inietta nell’ovulo. In questo modo, non è tanto importante la mobilità dello spermatozoo, in quanto l’inseminazione si effettua mediante un ago.

Questo processo, che può sembrare complesso, in realtà viene molto utilizzato nella Fecondazione di Vitro. Infatti all’inizio veniva utilizzato soltanto nei casi in cui l’uomo presentava problemi d’infertilità e si ricorreva quindi a questa tecnica per migliorare l’esito della fecondazione. Oggi invece le cose sono un po’ cambiate e questo tipo di pratica è diventata abituale per aumentare il tasso di successo nei trasferimenti embrionari.

Lo spermiogramma

Nonostante la tecnica ICSI sia adottata spesso e volentieri, è importante sottolineare che il suo utilizzo diventa imprescindibile per casi d’infertilità maschile. Infatti, nel processo di maternità surrogata, e specialmente nelle coppie omosessuali, può capitare che l’uomo non si renda conto di avere problemi di infertilità quando ha già iniziato il processo. Per questa ragione è fondamentale che la clinica di riproduzione assistita effettui un’analisi o una diagnosi degli aspiranti genitori mediante uno spermiogramma. In questo modo abbiamo a disposizione molti dati che ci possono essere d’aiuto per aumentare le possibilità di successo del processo fin dal primo tentativo.

L’esame si può richiedere in qualsiasi laboratorio della sanità pubblica. L’esame misura la quantità e la qualità degli spermatozoi: mobilità, morfologia, numero, ovvero tutti i dati che serviranno alla clinica che si occupa di realizzare la FIVET (Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer) per scegliere la migliore tecnica da utilizzare affinchè il processo di fecondazione abbia successo!

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