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Cosa fare in caso di un trasferimento negativo?

▷ Cosa fare in caso di un trasferimento negativo? Raccomandazioni 

Quando si effettua un trasferimento di embrioni si pensa sempre che l’esito sarà positivo. In realtà è frutto di vari mesi di preliminari, stress e lavoro: la ricerca della donatrice di ovuli e/o del donatore di sperma, la selezione della madre surrogata, i contratti con gli avvocati, la preparazione medica... Tutto questo precede la seconda fase del processo: la gravidanza. Però, come dicevamo, non sempre il trasferimento di embrioni funziona al primo tentativo e per questa ragione è necessario essere preparati ad un possibile risultato negativo. In questo caso è vitale l’appoggio sia dell’agenzia di maternità surrogata che della clinica di riproduzione assistita.

Perché non sempre è positivo il trasferimento?

Prima di effettuare il trasferimento, sarebbe meglio informarsi sui motivi per i quali quest’ultimo potrebbe anche non andare a buon fine. Si deve tenere in conto che la percentuale di successo è di solito del 60-70%, però dipende molto del Paese di destinazione, dalla qualità di embrioni, dalla madre surrogata ....e anche da un poco di fortuna.

Infatti alcuni specialisti assicurano che il trasferimento di maggiore successo è il secondo, perchè l’utero della madre surrogata è più preparato ed abituato agli ormoni.

Quindi è molto importante informarsi preliminarmente sullo stato degli embrioni che verranno trasferiti, sullo stato di salute della madre surrogata ed anche sulle possibili cause di trasferimenti falliti.

Secondo la clinica di riproduzione assistita Nova Clinic, una delle più stimate in Russia, nella maggior parte dei casi l’esito positivo o negativo di un trasferimento viene determinato dalla qualità degli embrioni e, in particolare, dal materiale biologico donato per il futuro figlio, dalla donatrice di ovuli e dal donatore di sperma.

Come raggiungere l’esito positivo

Innanzitutto bisogna avere ben chiaro che il test di gravidanza negativo non significa un fiasco. Non bisogna vederlo con disperazione, anzi bisogna concentrare tutta l’energia affinchè il secondo trasferimento sia positivo. Pertanto, è importante fidarsi dell’agenzia di gravidanza surrogata che si impegnerà ad analizzare i perché il primo tentativo non sia stato positivo ed offrire un supporto psicologico sia ai futuri genitori che alla madre surrogata.

In realtà, la pratica dell’utero in affitto, data la sua complessità, presenta nel suo percorso più di una pietra o più di un ostacolo da superare. Però la scelta dei compagni di viaggio giusti, l’agenzia di maternità surrogata e la clinica di riproduzione assistita, farà sì che questi ostacoli diventino solo dei piccoli intoppi, senza impedirvi di raggiungere la meta: avere dei figli e creare una famiglia.

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