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maternità surrogata rientro in italia

Maternità surrogata il rientro in italia

Subito dopo il parto, quando il bambino viene affidato alle prime cure dei genitori e la gestante rinuncia ad ogni diritto nei confronti del neonato, i genitori vengono iscritti sul certificato di nascita emesso dal paese in cui viene dato alla luce il figlio. Questo rappresenta a tutti gli effetti il documento tramite il quale poter chiedere l’iscrizione all'anagrafe italiana. Infatti i bambini nati all’estero da persone con cittadinanza italiana sono considerati a tutti gli effetti cittadini italiani.

Gli adempimenti burocratici da rispettare per poter procedere con il rientro in Italia dipendono dalla normativa in vigore nel paese dove i genitori si sono recati per partecipare al programma di maternità surrogata.
Ad esempio, per procedere con il rientro a casa con un figlio nato da madre surrogata in Russia, i genitori dovranno rivolgersi agli organi consolari e diplomatici competenti in territorio straniero e, muniti di documentazione che attesti la cittadinanza italiana di almeno uno dei genitori, dovranno consegnare l'atto di nascita del bambino (o copia di esso) affinché sia trasmesso all'Ufficiale di Stato civile del proprio comune di residenza allo scopo di ottenere la trascrizione nei registri dell'anagrafe.

Per rientrare in Italia da un programma di maternità surrogata svolto negli Stati Uniti, è necessario ottenere il certificato di nascita del bambino a nome dei genitori committenti, dunque richiedere alle Autorità locali preposte l’annotazione della cosiddetta apostille per la validazione e il riconoscimento del documento in Italia. Ottenuto il passaporto americano, i genitori potranno viaggiare con il bambino - che riceverà la cittadinanza americana – per rientrare in Italia senza l’intermediazione del Consolato.

Ancora differente è la procedura per il rientro dal Canada: i genitori otterranno il certificato di nascita a nome proprio ma dovranno richiederne la legalizzazione presso l’Ufficio Consolare Italiano. Al termine dell’iter, il bambino otterrà il passaporto e la cittadinanza canadese e potrà viaggiare in Italia con i suoi genitori.

Lifebridge Agency accanto ai genitori: assistenza continua dopo il rientro a casa


Il numero di italiani che ricorre alla pratica della gravidanza surrogata è in continuo aumento, anche grazie alle sentenze giurisprudenziali, che sono sempre più orientate a tollerare il fenomeno nonostante il divieto vigente in Italia.

In via generale bisogna ricordare che i tribunali italiani non hanno giurisdizione per sanzionare atti compiuti all’estero in totale legalità. Per attività tanto delicate e che potrebbero riservare qualche insidia è fondamentale rivolgersi ad agenzie trasparenti e professionali come LifeBridge Agency che mettono a disposizione dei propri clienti avvocati professionisti ed esperti in materia che durante tutte le fasi della procedura, compreso il rientro a casa, vi assisteranno e consiglieranno nel modo migliore.
Una volta rientrati in Italia e portati a termine gli adempimenti burocratici bisognerà solo godersi la realizzazione del sogno di essere genitori.


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